OMAGGIO A FRANCA RAME

DSC_2768DSC_2768
DSC_2492DSC_2492
DSC_2487 - CopiaDSC_2487 - Copia
DSC_2474DSC_2474
DSC_2450DSC_2450

di  e con Marina De Juli

e testi di Franca Rame, Dario Fo, Jacopo Fo

Chitarra, voce Luca Maciacchini  

Chitarra e fisa Andrea Cusmano 

Percussioni Silvio Centamore

“Il partigiano Franca’ è  la storia di Franca Rame e della sua famiglia partendo dal 1912, anno in cui Domenico Rame, attore-burattinaio-girovago senza fissa dimora, un giorno di Carnevale  ad un ballo in maschera, incontra Emilia, giovane maestra di buona famiglia della quale si innamora. Emilia fuggirà con lui tra l’indignazione dei suoi per iniziare una nuova vita tra bauli, marionette, stoffe e ricami. Franca è la loro quarta e ormai inaspettata figlia e fin dalla sua nascita comincia a calcare i palcoscenici.

Uno spettacolo di narrazione, musica e canzoni: la vita di teatranti che si scontra con la crisi del teatro dovuta all’invasione del cinema e con due guerre mondiali. Il partigiano Franca che dopo una fanciullezza e adolescenza passata nel teatro viaggiante di famiglia si lascia travolgere dal vento di novità del dopoguerra e a Milano, quella Milano distrutta che per prima cosa però fa rinascere la cultura attraverso la ricostruzione del più bel teatro d’Europa, incontra intellettuali, registi, giornalisti che nei caffè di Brera parlano di futuro e lì capisce di voler essere una di loro, di voler far parte di un miracolo che diventerà anche economico. E’ in questa città, in teatro, che incontrerà l’uomo con il quale condividerà la sua vita privata e pubblica, le sue lotte, il suo impegno politico.

Il partigiano Franca che non ha il dono dell’opportunità e della prudenza, che lotta per ciò in cui crede, che non teme di essere irriverente con il potere e  cerca di stare sempre dalla parte che ritiene giusta, anche a costo di vivere sulla propria pelle delle ritorsioni. 

Hanno scritto

“Panoramica (Ahimè! Troppo breve) di ricordi, aneddoti, canzoni e fatti paradossali, assurdi o drammatici (sino ad arrivare al tragico episodio di violenza subita nel 74), tutti raccontati da una Marina de Juli, in chiave perfetta, nel ruolo di cantastorie e confidente. Fra musica, mimica e recitazione si assiste ad una continua contaminazione fra i generi. Questo, perché l’arte teatrale è un percorso in itinere: costantemente aperto alle occasioni che la vita offre.

“Sempre negli occhi e nel respiro ti tengo …” Con la breve e semplice epigrafe dedicata, da Dario Fo, a Franca Rame si chiude il percorso sul “partigiano instancabile”. Senza retorica e con infinito amore, parole e i ricordi, schiudono uno sguardo su una coppia che ha saputo vivere: passione, impegno e amore per la cultura, – con umanità – e senza sprecare un solo attimo di vita.La presenza in scena del trio: Luca Maciacchini (voce e chitarra), Andrea Cusmano (fisarmonica) e Silvio Centamore (percussioni) promuove la musica quale coprotagonista di questo viaggio di scoperta.”

… Uno spettacolo emozionante, che raccoglie indubbiamente il consenso del pubblico. La stessa De Juli, in alcuni passaggi, non può fare a meno di cedere alla commozione. Molti i momenti trascorsi con la Rame in dieci anni di collaborazione, e a teatro e a casa quando stava ai fornelli. Alla Rame piaceva parlare della sua vita passata, specie di alcuni episodi, amava ritagliare alcuni articoli di giornali. Una vera combattente, quella che esce da questo ritratto della De Juli. In sala anche un Dario Fo molto commosso. Il finale è un gran successo sulle note della Canzone de “Il partigiano” dove la platea si leva in coro, diventando parte interattiva dello spettacolo.”

Bello lo spettacolo di Marina De Juli, affiancata sul palco da Luca Maciacchini, Andrea Cusmano e Silvio Centamore. La pièce teatrale partiva da lontano, dalla famiglia Rame, da quando Domenico Rame, attore-burattinaio-girovago, ad un ballo in maschera a Carnevale, incontra Emilia, che lascia la famiglia e con Domenico dà origine ad una dinastia teatrale portata al successo da Franca Rame. Una storia che attraversa il secolo scorso e che racconta Franca, i suoi successi, i suoi drammi, la sua grande capacità di ascoltare i problemi e di farsene interprete e megafono. A fare da sfondo alla vicenda della donna, dell’attrice, della militante dei diritti, il secolo italiano che cammina attraverso la Resistenza, il boom economico, il Sessantotto, le stragi fasciste, la crisi della politica. Ma anche, come dice ad un certo punto la De Juli, “la Franca come noi l’abbiamo vissuta”. “La Franca che non si vuole abbandonare il teatro prima di andare in scena, la Franca che ama giocare a carte, Franca l’archivista e Franca che con Dario vince il Premio Nobel”. Particolarmente intenso il racconto dello stupro subìto dalla Rame il 9 marzo del 1973, un racconto duro, che la Rame ebbe il coraggio di affidare alla pagina scritta. Una vita vissuta alla grande, che meritava, come accaduto al termine dello spettacolo, di essere ricordata con le note di “Bella Ciao”. “

.. gli eventi e gli episodi si susseguono con ritmo, scanditi da brevi intermezzi musicali e canzoni popolari. In scena scorre la vita di Franca, appassionante come un romanzo che racchiude l’allegria e la drammaticità, la realtà e la magia del teatro… Ricchissimi e divertenti gli aneddoti legati al teatro viaggiante e alla giovinezza… Uno spettacolo che racchiude tante anime, uno spettacolo che piace. Tanti gli applausi.

Successo per l’omaggio di Marina De Juli al Chiostro di San Colombano a Bobbio – Lo spettacolo della De Juli racchiude, tra canzoni e musiche, una storia intensa e ricca di fascino